La giunta Cota ha portato all’approvazione  del Consiglio Regionale l’abrogazione della legge oggetto del referendum sulla caccia. Il Consiglio ha approvato l’abrogazione con i voti favorevoli della sola maggioranza Lega Nord, Pdl (con 1 contrario e 2 astensioni) e Udc.

Senza legge non ha più ragione di esistere il referendum, ma essendo abrogata la legge regionale, fino a che la regione non si doterà di una nuova legge, a regolamentare la caccia sarà la legge nazionale, più permissiva della legge abrogata.

Questo è contro ogni logica e ha privato i cittadini piemontesi del diritto di esprimersi in merito ai quesiti: c’è da chiedersi perché la giunta Cota persegue con tanta ostinazione la difesa dei cacciatori ovvero , pensate un pò,  di 30.000 piemontesi, meno dello 0,6 % della popolazione, mentre le firme raccolte per l’indizione del referendum furono più di 60.000?

L’ultima parola sul referendum non è comunque ancora detta, poiché la Commissione regionale di garanzia deve ‘convalidare’ quanto approvato dal consiglio regionale, presumibilmente entro il 25 maggio. Se ciò non dovesse avvenire si potrebbe ancora andare alle urne il 3 di giugno: è per questo che la campagna referendaria continua e gli spazi elettorali saranno riempiti con i manifesti del comitati per il SI.

 

 

Qui trovate l’articolo comparso sull’Ecorisveglio del 9 maggio.

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