L’amico Gian Piero Godio, responsabile per Legambiente del settore energia  Piemonte e Valle d’Aosta, commenta la notizia dei cinghiali radioattivi della Valsesia.
Legambiente del Vercellese:
I cinghiali radioattivi della Valsesia
ci ricordano che gli effetti degli incidenti nucleari
durano purtroppo molto a lungo
Secondo Legambiente:
  • va fatta una mappatura della contaminazione radioattiva dei suoli in tutto l’arco alpino,
  • va vietata la caccia al cinghiale e alle altre specie a rischio,
  • la raccolta di funghi va limitata alle zone non contaminate.
Gli effetti dell’incidente nucleare di Chernobyl (1986) non si possono cancellare semplicemente dimenticandosi di quanto avvenuto.
La contaminazione radioattiva di Chernobyl è ricaduta anche in Italia con le piogge, a macchie di leopardo, e in particolare sull’arco alpino.
E’ ricaduto anche il Cesio 137, che si è distribuito a zone, e che permane tutt’oggi, avendo un tempo di dimezzamento radioattivo di 30 anni.
I cinghiali, i cervi, ecc, che si nutrono dei vegetali delle zone con maggiore presenza di Cesio137, sono abitualmente più contaminati di altri, ed è un fatto noto da anni, con valori abituali di centinaia di Becquerel di radioattività per ogni chilogrammo.
Ora hanno trovato la contaminazione nei cinghiali abbattuti in Valsesia perchè hanno analizzato questi:   a nostro parere ne troverebbero altrettanta anche se analizzassero quelli di altre zone dell’arco alpino.
Come misura preventiva, siccome questi animali possono spostarsi anche a notevoli distanze, non resta che proibirne la caccia in tutto l’arco alpino.
Per i funghi (che invece non si spostano!) sarebbe sufficiente fare una mappatura completa del territorio, ed escludere la raccolta nelle zone più contaminate.
Riflessione finale: possiamo ritenerci molto fortunati che i “nostri” impianti nucleari (Trino, Saluggia, ecc) che si trovano nel bel mezzo delle zone agricole più importanti, non abbiano mai avuto incidenti seri, altrimenti saremmo noi tutti ad avere in corpo la radioattività che oggi hanno i poveri cinghiali abbattuti in Valsesia e che avevano in corpo i “Bambini di Chernobyl” che Legambiente ospitava in Italia negli anni ’90 !