LCA, alla lettera, significa Life Cycle Assessment, ossia valutazione dell’intero ciclo di vita.

Si potrebbe dire che la LCA è più di una metodologia di valutazione, è una vera e propria mentalità, un approccio nuovo e sistemico, che analizza appunto l’intero ciclo della vita di un determinato prodotto o processo.

Nell’analisi dei processi produttivi ci si è resi conto da tempo che non aveva senso occuparsi dell’efficienza e dell’impatto ambientale di un singola operazione industriale presa a sé stante, in quanto essa poteva essere resa “più efficiente” o “più pulita” semplicemente spostando l’inquinamento o l’inefficienza su altre operazioni industriali, a monte o a valle, senza ottenere un miglioramento complessivo, e si è arrivati alla LCA che si propone di considerare tutto l’insieme delle operazioni che vanno  dalla estrazione delle materie prime, ai trasporti, alla trasformazione, all’utilizzo, al riutilizzo o allo smaltimento dei rifiuti prodotti.

La LCA ha posto quindi fine all’approccio settoriale che studiava l’impatto ambientale dei meccanismi produttivi suddividendoli in varie parti classificate in diversi settori, quali l’industria estrattiva, industria dei metalli, industria delle costruzioni, industria tessile, l’agricoltura, l’industria dei trasporti, ecc.

Con l’approccio “LCA”, per ogni processo o prodotto, si identificano e si analizzano, passo a passo, tutti i vari cammini che consentono la realizzazione di quel processo o prodotto, ma anche quelli successivi, futuri, fino alla fine dello stesso.

Ad esempio si parte dalle materie prime, si attraversano le varie trasformazioni e lavorazioni, i trasporti, la distribuzione, si passa per la vita utile, e si prosegue “fino alla tomba”, ossia fino alla destinazione finale dei rifiuti.

In tutti questi passaggi si tiene conto degli effetti, positivi o negativi, sia di tipo diretto, sia di tipo indiretto.

Appare subito evidente che una “mentalità” del tipo di quella della LCA permette di effettuare valutazioni dell’impatto sull’ambiente molto più veritiere, in quanto si elimina l’inganno determinato dalla semplice valutazione di un prodotto o di un processo limitatamente alla sua vita utile, oppure limitatamente alla sua esistenza apparente, e, molto spesso, la differenza non è di poco conto.

Ovviamente una analisi di questo tipo è molto complessa, ma fortunatamente alcune parti della complicata rete di attività in cui si scompone una attività più complessa si possono valutare una volta per tutte e poi riutilizzare successivamente in casi analoghi: a tale scopo sono disponibili valutazioni standardizzate contenute in apposite “banche dati” informatizzate.

Per chi vuole saperne di più, martedì 18 febbraio alle ore 21 presso il Municipio di Baveno abbiamo organizzato una serata dedicata.

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