12 e 13 giugno – Referendum

Posted on 17 Mag 2011 In: Eventi e attività

 

 

 

 

 

QUAL’E’ L’EREDITA’ DEL NUCLEARE ITALIANO?

Puoi trovarla qui:

www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/15/gestione-scorie-nel-vercellese-ambientalisti-diffidano-la-regione-piemonte/111381/

www.youtube.com/watch?v=IFtqlA7wZ3E&feature=player_embedded


 

DALLA SARDEGNA UN PRIMO SUCCESSO!

Il successo del referendum contro il nucleare in Sardegna è un fatto di assoluta rilevanza nazionale.
Nonostante l’opera di disinformazione (molti credono che il referendum sia già saltato e che comunque sia inutile) e di mancata informazione (il regolamento per la Rai e le relative trasmissioni informative sono partite con qualche settimana di ritardo) i cittadini sardi hanno di gran lunga fatto superare il quorum (bastava il 30% degli aventi diritto) riversandosi a votare ben al di là dei luoghi dove c’erano le amministrative e raggiungendo la quota del 60%. E ben il 98% ha votato contro il nucleare.
Ê per noi un grande successo, raccogliamo i frutti di un lavoro continuo e costante realizzato sul territorio, é per noi la conferma di quello che stiamo dicendo da mesi: gli italiani non vogliono il nucleare.
Ora dobbiamo diffondere ovunque questo risultato. Partecipiamo e coinvolgiamo quanta più gente possibile nelle catene umane “per chiudere il nucleare” del 21 prossimo (a Montalto il 22). Dobbiamo chiedere ai sindaci che vanno al ballottaggio di pronunciarsi.
Fateci sapere (a noi e al Comitatro Vota SI per fermare il nucleare) le iniziative che organizzate, le azioni che vi inventate.
Ad oggi ancora non siamo sicuri che il referendum sul nucleare si farà, è peró per noi fondamentale usare questi giorni per parlare con la gente e diffondere l’informazione sui referendum, perchè comunque, anche se la truffa andrà in porto e la maggioranza di governo scipperà il referendum sul nucleare, sarà molto importante che il 12 e 13 giugno gli italiani vadano a votare in massa.
Ancora una volta la storia ci sta dando ragione e noi dobbiamo rendere irreversibile il passo indietro che il Governo ha fatto per liberare definitivamente l’Italia dal nucleare.
Buon lavoro
Vittorio e Rossella
(Presidente e Direttrice Legambiente Nazionale)

 

 

 

COMUNICATO STAMPA

26 aprile 1986 – 26 aprile 2011: 25° ANNIVERSARIO DI CERNOBYL

Legambiente Circolo Il Brutto Anatroccolo (VB) prosegue nel suo impegno a sostegno dei bambini e delle popolazioni colpite dalla catastrofe nucleare di Cernobyl facendosi promotore del coordinamento “Le Russie di Cernobyl”, con progetti di aiuto e solidarietà, ma anche di informazione, scambio culturale e volontariato ambientale.

(vedi sito: http://lerussiedicernobyl.blogspot.com/)

A 25 anni dall’incidente, infatti, alcuni milioni di persone tra Russia, Bielorussia e Ucraina vivono tuttora in territori contaminati dalle radiazioni e sono costretti – anche a causa della forte depressione socio-economica di quelle province – ad alimentarsi con cibi contaminati di produzione locale.

Oltre all’aumento di patologie gravi come il cancro alla tiroide, l’esposizione continua a piccole dosi di radiazioni comporta l’indebolimento del sistema immunitario, in particolare nei bambini e la propensione dell’organismo ad ammalarsi con più frequenza.

Il 25° anniversario di Cernobyl è coinciso con la nuova catastrofe nucleare di Fukushima: come quelle di Cernobyl, le conseguenze per la popolazione e l’ambiente saranno enormi, inimmaginabili, per un tempo improponibile. Dopo gli avvenimenti giapponesi, non c’è dunque bisogno di tante parole per esprimere la nostra angoscia nei confronti dei devastanti danni provocati dal nucleare civile e la nostra convinta contrarietà a esso.

Come contributo al 25° anniversario il Brutto Anatroccolo ha creato il progetto “La Memoria di Cernobyl”, una raccolta di storie e testimonianze sugli effetti che la catastrofe nucleare del 1986 ha avuto sulla vita delle persone.

(vedi sito: http://lamemoriadicernobyl.blogspot.com/)

Estratti dalla “Memoria di Cernobyl”:

Paesaggi stupendi, giardini dai raccolti generosi, bellissimi prati: per questo era famosa la terra di Cernobyl. Ma una notte d’aprile del 1986 venne tracciato un confine. Da allora questa terra cominciò a chiamarsi zona – una località deturpata, non adatta per la vita. […]

Cernobyl… Radiazioni… Radionuclidi… Quant’angoscia hanno introdotto queste parole nella nostra vita! Sono venute a galla nuove angosce, la principale tra cui rispetto al futuro del nostro pianeta. La sciagura si è nascosta dappertutto: e nel terreno, e nell’acqua, e nell’aria, e nel cibo. Io ho visto come nascono gli uccelli, gli animali in questa orribile “zona”… L’ho visto una volta e probabilmente non lo potrò mai più dimenticare…

Ol’ga Ginzburg, 15 anni (Klincy, zona di Cernobyl russa)

Il reattore atomico distrutto fece a pezzi anche le nostre illusioni. Tutto risultò vicino. La sciagura era giunta fin dentro casa nostra. Noi non ci credemmo da subito. La gente andava spensierata alla manifestazione del 1° maggio sotto un violento irraggiamento solare, teneva per mano i bambini, portava i lattanti nei passeggini. Camminava per le pozzanghere di una pioggia insolitamente calda, ritardata, come ripresa al rallentatore. Poi venne a sapere: quella nuvoletta primaverile era stata portata dal vento di Cernobyl… […]

Voglio ricordare le parole del grande scrittore francese Antoine de Saint-Exupéry: «Siamo tutti passeggeri di un unico vascello di nome Terra», vale a dire che non esiste un altro posto dove trasbordare. Se l’umanità non troverà le forze, i mezzi o la ragione per fare la pace con la natura, allora varrà forse la pena di porre sopra la Terra defunta, ricoperta di polvere, senza vita, una pietra tombale con la scritta dolorosa: «Ciascuno voleva il meglio per sé».

Elena Abaeva, 14 anni (Klincy, zona di Cernobyl russa)

Oggi intorno ad Ol’chovka ci sono molti paesi e villaggi abbandonati. E dopo 25 anni questi luoghi sono andati in completa rovina. Quando passi accanto a questi villaggi ti prende l’angoscia. Penso, rifletto e mi viene da chiedermi: non è che in un futuro molto prossimo lo stesso possa avvenire anche nei luoghi dove viviamo noi?

Arina Medvedeva, 11 anni (Klincy, zona di Cernobyl russa)

In quel giorno e in quell’ora, quando successe la tragedia di Cernobyl, ebbe inizio un nuovo conteggio del tempo. Senza esagerazioni si può dire che l’umanità entrò allora in una nuova epoca del suo sviluppo. E questo momento veramente terribile venne fissato dall’orologio sulla parete della sala controllo del reattore nucleare di Cernobyl. La storia non soltanto della Russia ma dell’intera umanità venne suddivisa in due periodi: “prima di Cernobyl” e “dopo Cernobyl”.

A noi, bambini nati nella zona già contaminata, tocca pagare con la nostra salute per i gravissimi errori commessi nei giorni passati. A volte vien voglia di tapparsi gli orecchi per non sentire il rumore assordante delle fabbriche in funzione; di chiudere gli occhi per non vedere, nel posto dove ancora di recente c’era una stagno trasparente, una palude vischiosa; di perdere l’olfatto e non percepire al posto del profumo dei fiori freschi il puzzo degli oli sintetici, ma allo stesso tempo di far aprire gli occhi a tutte le persone che tutto questo lo creano e di gridare: «Fermatevi! Il dolore di Cernobyl è il dolore di tutta l’umanità e proviamo a non chiudere gli occhi e gli orecchi alle suppliche e ai lamenti della natura contaminata».

Marija Seraja, 15 anni (Klincy, zona di Cernobyl russa)

POESIA DI CERNOBYL

26 aprile.

Una consueta giornata di primavera.

Soltanto il 26 aprile

Cernobyl d’un tratto s’è fatta solitaria.

 

Un errore nei calcoli degli scienziati

Ha portato un dolore tremendo,

Non più città verdi –

Le radiazioni han spazzato via tutto.

 

Lasciando le loro case,

Abbandonando i loro nidi per sempre,

Poteva immaginarsi la gente

Che non ci sarebbe stato ritorno?

 

Nel passato è rimasta la gioia,

Dimenticati la quiete e il sonno,

Negli occhi tristezza e stanchezza,

E si avverte il gemito di Cernobyl.

 

Tagliola, trappola, imboscata…

Niente panico, solo paura.

E perfino il cuculo del bosco

Misura altrimenti il suo passo.

 

Un’invisibile forza oscura

Ha coperto così tante terre,

Vivere s’è fatto indispensabile

Per sé, per lui, per tutti.

 

L’invisibile mano delle sofferenze,

Del dolore, delle malattie, delle morti.

Non si hanno altri desideri,

Se non quello di salvare le persone.

 

Gli anni si susseguono…

E più vecchia è la nostra città,

Il futuro dipende da noi,

Affinché più bella essa diventi!

 

Ol’ga Fes’kova, 14 anni (Novozybkov, zona di Cernobyl russa)

 

Roma, 19 aprile 2011                                                                         Comunicato stampa

Nucleare: Governo abroga norme per nuovi impianti

Legambiente: “Vittoria del movimento antinucleare”

“Consapevoli che il quorum nel referendum di giugno sarebbe stato raggiunto e che la stragrande maggioranza degli italiani, di tutti gli schieramenti politici, sono contrari al nucleare, il governo ha deciso di abrogare le norme per la realizzazione di nuove centrali atomiche. Salta quindi anche il referendum ma non cala l’attenzione da parte delle associazioni che continueranno invece a vigilare affinché il nucleare cacciato ora dalla porta non si riaffacci dalla finestra, magari tra un anno, quando le acque si saranno calmate e l’incubo di Fukushima sarà meno opprimente”.

Così il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, ha commentato la notizia dell’emendamento al decreto Omnibus che conteneva anche la moratoria di anno per il nucleare, presentato oggi al Senato.

“Questa grande vittoria del movimento antinucleare – ha continuato Cogliati Dezza – sia la spinta decisiva per avviare un nuovo piano energetico nazionale basato sulle fonti rinnovabili, che escluda definitivamente il ritorno all’atomo, rispondendo positivamente agli obiettivi internazionali e garantendo al Paese occupazione e sviluppo di qualità”.

L’ufficio stampa (06.86268376 – 99)

 

NON FERMIAMOCI: VOTIAMO E FACCIAMO VOTARE SI PER RIPRENDERCI L’ACQUA!

 

Il Direttivo del Circolo ringrazia di cuore tutte le persone intervenute al Concerto del 9 aprile.

La serata è stata molto intensa e il risultato raggiunto ci ripaga degli sforzi profusi nell’organizzazione.

In molti ci hanno chiesto il brano letto come prologo al Concerto dal titolo Monologo su tutta una vita registrata sulla porta di casa (1996). Lo potete trovare su http://www.sagarana.net/rivista/numero11/spazio3.html

Il servizio di VCO Azzurra News Tv sul  Concerto lo trovate al minuto 18:28 del link: http://www.vcoazzurranews.tv/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=669&video_id=530

GRAZIE A TUTTI.

dscn8316dscn8317dscn8318

Progetto “DUBRAVA”

Posted on 14 Apr 2011 In: Progetti realizzati

RISANAMENTO A DISTANZA DI BAMBINI RUSSI RESIDENTI NEI TERRITORI CONTAMINATI DA CERNOBYL

A causa della catastrofe di Cernobyl del 1986 ancor oggi vaste aree di Bielorussia, Russia e Ucraina sono contaminate da radionuclidi. Alcuni milioni di persone vivono in questi territori, assumendo quotidianamente piccole dosi di radiazioni attraverso la catena alimentare con i relativi rischi sanitari (calo del sistema immunitario, aumento dei casi di cancro della tiroide e di altre patologie di cui non si prevede ancora la gravità delle conseguenze).

All’interno della Federazione Russa vi è un’ampia zona – perlopiù rurale e depressa a livello socio-economico – rimasta contaminata da Cernobyl, spesso dimenticata sia dalla comunità internazionale che dallo stesso governo russo.
Durante la permanenza di 21 giorni al sanatorio “Dubrava” – che si trova tra i boschi vicino a Brjansk in zona non contaminata – i bambini perdono dal 25 al 30% delle radiazioni interne grazie all’aria e al cibo pulito e alle procedure terapeutiche.
Il progetto è rivolto a bambini e adolescenti tra i 7 e i 15 anni delle scuole di villaggio delle province contaminate di Novozybkov e Zlynka (Russia) con particolari problemi di salute e/o provenienti da famiglie con situazioni di disagio socioeconomico.
Nel 2011 il costo per il risanamento di un bambino è di 400 € e include: soggiorno di 21 giorni, procedure terapeutiche, viaggio a/r, programma ricreativo, spese organizzative.

 

Coordinamento “Le Russie di Cernobyl”

Promotori: Il Brutto Anatroccolo di Legambiente Piemonte – Circolo di Castronno di Legambiente Lombardia
E-mail: lerussiedicernobyl@gmail.com Sito internet: lerussiedicernobyl.blogspot.com
IBAN: IT 23 E 03204 45680 000000000246 – intestato a: LEGAMBIENTE CIRCOLO IL BRUTTO ANATROCCOLO

 

Tributo a Fabrizio de andrèSabato 9 aprile alle ore 21.00 presso il Palazzo dei Congressi di Stresa si terrà il concerto di Damiano e la nuova orchestra della città vecchia intitolato:”Tributo a Fabrizio De André”

L’intero ricavato sarà devoluto a favore del PROGETTO CERNOBYL 2011.

Il costo del biglietto è di € 15,00

Preventita presso:

Libreria Margaroli Verbania
Libreria Margaroli Gravellona Toce (c/o C.C. dei Laghi)
Edicola Via Bologaro Stresa
Edicola Stazione Stresa
Kate acconciature Baveno
Elettrodomestici Bolongaro Stresa

per ogni informazione 333 1465890 – 349 3739761

ANCHE L’ITALIA CORREREBBE GLI STESSI RISCHI DEL GIAPPONE,

CON REATTORE ‘EPR’ IDENTICHE CONSEGUENZE CHE A FUKUSHIMA

IL GOVERNO RINUNCI AL NUCLEARE:

IL 26 IN PIAZZA A ROMA PER LANCIARE I REFERENDUM

“Non esistono centrali sicure. E l’EPR, il reattore che Berlusconi ha scelto per i 4 impianti italiani, non fa differenza. Quello che sta accadendo in Giappone potrebbe succedere in Italia, se il governo non farà un passo indietro nella sua folle corsa al nucleare”. Il Comitato ‘Vota Sì per fermare il nucleare’ (oltre 60 associazioni unite per portare gli italiani al voto referendario contro l’energia atomica), replica a chi “in queste ore drammatiche tenta ideologicamente di sminuire la portata del disastro”. E attacca il governo, “miope e avventato, che mentre l’Europa si interroga sul nucleare, spinge invece il piede sull’acceleratore”.

Il reattore EPR “è ancora un prototipo e nemmeno completo che, come hanno denunciato le Autorità per la sicurezza nucleare di Francia, Gran Bretagna e Finlandia, non ha ancora risolto questioni fondamentali di sicurezza, come i sistemi d’automazione d’emergenza, a rischio in caso di black out elettrico. Presenta rischi potenziali non minori dell’impianto di Fukushima – spiega il Comitato – per la mancanza di sistemi di sicurezza passivi. Per non parlare della versione in costruzione in Francia, dove acciaio inadatto e un eccessivo ricorso alle saldature fanno dubitare della tenuta del nocciolo (lo sostiene l’azienda francese Edf). Ad oggi non esiste nessun reattore nucleare a sicurezza intrinseca”.

Per non riportare l’Italia nel campo minato del nucleare, e “perché l’energia dell’atomo non è economica né pulita”, il Comitato lancia dunque un appello al governo: “Abbandoni subito il suo progetto suicida e ritiri le leggi sul nucleare. Aggravate, peraltro, nell’ultima versione del decreto legislativo all’esame del Parlamento, dalla cancellazione delle norme sulla trasparenza nella localizzazione delle centrali”.

Una prima occasione per mobilitarsi contro il tentativo di riaprire il nucleare
italiano sarà la manifestazione a sostegno dei due referendum sull’acqua e per abrogare il nucleare del 26 prossimo a Roma (ore 14 piazza della Repubblica). Intanto le associazioni tornano a chiedere al governo di accorpare il voto referendario con quello per le amministrative.

_______________________________________________________________

Ecco perché tra Fukushima e gli EPR che il governo vuole in Italia non ci sarebbe differenza

Terremoto. Il drammatico terremoto che ha messo in ginocchio il Giappone è solo la ragione indiretta dello choc nucleare: la vera causa è stata l’interruzione della rete elettrica che ha bloccato i sistemi di raffreddamento e il guasto a quelli di emergenza dovuto allo tsunami. Le stesso potrebbe potuto accadere in caso di un’inondazione con black out elettrico – come quello italiano del 2003 – o di attentati alla rete elettrica.

Pachiderma nucleare. L’EPR è il reattore più potente mai progettato: oltre 1.600 MW di potenza, che, per ridurre i costi, è ottenuta aumentando la densità energetica del nocciolo e dunque anche la quantità di radioattività. Fatto che da solo, in caso di incidente, rende più difficile arginare reazioni incontrollate .

Sistemi di sicurezza. I sistemi di sicurezza dell’EPR, benché più numerosi che negli altri reattori, non garantiscono dal rischio di incidenti. Perché – lo dicono le Autorità per la sicurezza nucleare di Francia, Gran Bretagna e Finlandia – quello di emergenza non è indipendente da quello ordinario: in caso di guasto, quindi, rischia di non entrare in funzione.

Un acceleratore sulla fissione. Per aumentare la redditività degli impianti, l’EPR nella versione costruita in Francia, a differenza di qualsiasi altro reattore (che produce durante l’arco della giornata sempre lo stesso quantitativo di energia elettrica) è progettato per modulare l’energia prodotta (vendere elettricità nei momenti di maggiore richiesta è più redditizio). Questi reattori hanno infatti un sistema di gestione – il ‘Ritorno istantaneo in potenza’ (RIP) – che permette la rapida rimozione delle barre di controllo dal reattore: è come un colpo d’acceleratore  alla reazione di fissione. Secondo un documento interno riservato di Edf del febbraio 2007, questo sistema aumenta i rischi di incidenti come quello di Cernobyl.

Saldature. Ci sono troppe saldature nelle strutture di controllo del reattore (356 contro le 89 raccomandate dalla normativa francese): ogni saldatura in più aumenta il rischio di perdita di pressione, di espulsione delle barre di controllo e, quindi, di un grave incidente nucleare. Lo sostiene una fonte insospettabile: un documento riservato di EDF, rivelato il 30 settembre 2010 dall’associazione francese Sortir du nucléaire. Il problema sta nel rivestimento del sistema di comando delle barre di controllo, quello che chiude il reattore in caso d’emergenza e che serve a contenere la pressione. La normativa francese prevede una sola saldatura: nell’EPR invece ne sono state previste 4 per ogni meccanismo. E i meccanismi di trasmissione sono 89.

Acciaio. L’acciaio inossidabile utilizzato per il rivestimento del meccanismo di comando delle barre di controllo (chiamato ‘martensite’) è sensibile alle alte temperature: difficilmente potrebbe resistere a situazioni critiche. Ma anche in situazioni di gestione ordinaria, si legge nello stesso documento riservato di EDF, “piccoli errori nella temperatura o nel tempo di funzionamento possono avere impatti sull’acciaio indurito”.

Attentato. Come hanno denunciato Greenpeace e Sortir du Nucleaire nel 2006, lo scenario di disastro aereo presentato a suo tempo da EDF prevede un incendio di soli 2 minuti. L’impianto non reggerebbe l’impatto di un aereo di linea con serbatoi pieni di cherosene che si schiantasse sull’involucro.

Sicurezza passiva. Mentre l’industria dell’atomo negli ultimi anni ha inseguito la sicurezza progettando i cosiddetti ‘meccanismi di sicurezza passiva’ (che non hanno cioè bisogno di nessun intervento esterno ma in caso di guasto entrano in funzione automaticamente), l’EPR ne è privo. Ci sono solo meccanismi di sicurezza attiva, che per funzionare necessitano di energia elettrica.

Doccia fredda. Una delle estreme misure di sicurezza dell’EPR prevede di contenere la fusione del nucleo spruzzando sul materiale radioattivo fuoriuscito dal nocciolo e raccolto in una vasca di ceramica sotto al reattore dell’acqua: ma nessuno ha mai testato una misura del genere, e il rischio di un effetto del tipo “colata lavica in mare”, con grande emissione di vapore ed esplosione della centrale, non è escluso.

Cos’è l’EPR: la sigla indica lo European Pressurized (Water) Reactor (Reattore europeo ad acqua pressurizzata). Si tratta di un reattore a fissione nucleare da oltre 1.600 MWe, progetto concepito dalle due aziende Siemens e Framatome nei primi anni ’90 e ora, dopo la fuoriuscita di Siemens, portato avanti dalla sola francese Areva. L’EPR è un reattore cosiddetto di terza generazione avanzata (3+) ma in realtà è l’evoluzione più recente dei reattori di seconda generazione ad acqua pressurizzata PWR (Pressurized Water Reactor) che si sono diffusi negli anni ’60.

L’ufficio stampa  – Daniele Di Stefano  – 328.2937118

IL COMITATO: Acli, AEM terra nuova, AIAB, Alleanza per il Clima, ALPA-Ass. Lavoratori Produttori Agroalimentari, Alternativa, AltraMente, Altro.Ve Rete per un altroveneto, Amici della Terra, Arci, Arci servizio Civile, Articolo 21, ASud – Rigas, Auser, Beati costruttori di pace, CEPES, Cgil Lazio, Cgil Umbria, Città Amica, Comitato SI’ alle Rinnovabili NO al nucleare, Costituente Ecologista, CRBM – Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Eco, Ecologisti Democratici, Energiafelice, Eurosolar Italia, Fairtrade Italia, Fare Verde, Federazione nazionale Pro Natura, Federconsumatori, Fiom-Cgil, Focsiv – Volontari nel mondo, Fondazione Culturale Banca Etica, Fondazione Culturale Responsabilità Etica Onlus, Forum Ambientalista, Greenpeace, Greenreport, ISDE-Medici per l’Ambiente, Italia Nostra, Jane Goodall Institute Italia, L’Altro Quotidiano, Lega Consumatori, Legambiente, Libera Associazione Origine, Libera Contro le mafie, Libera Università di Alcatraz, Liberacittadinanza, LIPU-Birdlife Italia, Mani Tese, Mountain Wilderness Italia, Movimento Difesa del Cittadino, Otherearth forum energia ricerca, Rete della Conoscenza, Rivista Confronti, Servizio Civile Internazionale S.C.I., Slow Food, Terra Nuova, Terra Quotidiano, Terra! Onlus, Unione degli Universitari, VAS, WWF, XXV Aprile, Ya Basta-Rigas

Scarica DOMANDE E RISPOSTE SULL’ENERGIA NUCLEARE