NOTAV e provocatori

Posted on 3 Lug 2011 In: Eventi e attività

Roma, 3 luglio 2011                                                                                     Comunicato stampa

 

Scontri in Val Susa

Legambiente: “Stop alla violenza. I provocatori, estranei alle ragioni dei manifestanti, siano isolati e condannati”

“Stop alle violenze, subito. La manifestazione di oggi in Val Susa era stata pacifica, allegra e piacevole. Gli scontri sono stati orchestrati e gestiti da gruppi estranei al popolo della Val Susa, che hanno voluto evidentemente danneggiare i manifestanti legittimamente in piazza per rivendicare richieste lecite e motivate”. Così Legambiente è intervenuta sulla vicenda degli scontri violenti in Val Susa al termine della manifestazione organizzata dai No Tav.

Legambiente ha sfilato oggi per chiedere di fermare un’opera che, nonostante il contributo dall’Europa, è destinata a trasformarsi in una voragine per il nostro debito pubblico, e di progettare un nuovo e appropriato piano trasportistico basato sui bisogni reali del Paese.

“Ci dissociamo completamente da coloro che strumentalmente e irresponsabilmente hanno voluto inasprire la situazione con atti gravi e pericolosi – ha dichiarato Legambiente -. Le ragioni del No sono serie e concrete e rispondono all’interesse generale del Paese. In nessun modo quindi, possono essere affidate alle azioni di provocatori prezzolati”.

Roma, 2 luglio 2011                                                                                                Comunicato stampa

Val Susa

Legambiente aderisce alla manifestazione di domani, 3 luglio 2011

“No alla violenza. Sì alla concertazione e a un nuovo e appropriato piano trasportistico basato sui bisogni reali del Paese”

“Legambiente guarda con grande preoccupazione a quanto sta avvenendo in Val Susa. Il recente sgombero, con lacrimogeni e ruspe, dell’area della Maddalena di Chiomonte è il risultato dell’irrigidimento del governo che insiste nel difendere un progetto sbagliato ed inutile e del quale non sono stati sciolti i numerosi rischi per la salute. Da tempo, molti esperti mettono in luce il carattere non prioritario del collegamento AV Torino-Lione  per il nostro Paese. Si tratta di un’opera che, nonostante il contributo dall’Europa, è destinata a trasformarsi in una voragine per il nostro debito pubblico”.

Comincia così il testo dell’ordine del giorno approvato dal Consiglio nazionale di Legambiente, riunitosi oggi a Roma, sulla vicenda Tav in Val di Susa con il quale l’associazione ha deliberato l’adesione alla manifestazione di domani che – ci auguriamo – sarà grande, festosa e popolare.

“Noi, a ragion veduta – continua il documento – riteniamo che le priorità, per quanto riguarda infrastrutture e servizi ferroviari, siano ben altre. La tratta Torino- Lione va collocata in una seria politica trasportistica che si possa tradurre in un nuovo piano nazionale della mobilità . Gli investimenti pubblici devono tenere in considerazione i bisogni reali del Paese, avendo ben presenti  i flussi e  le tendenze evolutive in atto. Il  trasporto per passeggeri e merci deve passare dalla gomma al ferro. Va sviluppato un programma di interventi mirati ad incrementare la capacità delle linee attuali, integrandone la struttura a rete e agendo sull’offerta di servizi di trasporto efficienti ed affidabili, e sull’infrastruttura a livello di nodi (i veri colli di bottiglia della rete), senza perciò dimenticare la manutenzione e l’ammodernamento dell’esistente. Per spostare su ferro una consistente quota di traffico occorre un forte investimento per aumentare la qualità dell’offerta e dei servizi, rinnovando il parco circolante dei treni e inserendo nuovi treni metropolitani (e regionali) indispensabili per gli spostamenti dei pendolari.

Tutto ciò non passa necessariamente per grandi opere, per spostare concretamente il traffico dalla strada alla rotaia occorre una politica dei trasporti che si ponga obiettivi credibili di crescita del trasporto ferroviario a medio termine, per riequilibrare e rendere più efficiente e sostenibile il sistema e che al contempo rinunci ad un ulteriore potenziamento della rete stradale ed autostradale”.

“Per discutere di tutto ciò – ha ribadito il Consiglio nazionale di Legambiente – non c’è bisogno di interventi di ordine pubblico, ma di disponibilità al confronto tra tutti i soggetti in campo, senza considerare la TAV in Val Susa come un totem intoccabile. Ed è per questi motivi che Legambiente sarà domani alla manifestazione in Val Susa. Per dare un chiaro segno che la parte sana del paese non accetta la logica della contrapposizione frontale e dei manganelli, ma ha proposte serie che rispondono all’interesse generale del paese, oltre a difendere i bisogni del popolo della Val Susa, Condanniamo l’uso della forza e della violenza, che  in Val Susa si sta sostituendo progressivamente alla gestione politica;sosteniamo la richiesta dei sindaci dei comuni coinvolti dall’opera di convocare urgentemente un tavolo politico con il Governo e chiediamoche finalmente venga elaborato un serio piano trasportistico nazionale che colga le reali priorità verso cui indirizzare gli investimenti.

L’ufficio stampa (3490597187)

IL RITROVO PER TUTTI I LEGAMBIENTINI, AMICI E SIMAPATIZZANTI
E AL FORTE DI EXILLES  DALLE 0RE 9,00

 

Perché NO TAV

Posted on 27 Giu 2011 In: Eventi e attività

Roma, 27 giugno 2011                                                                                   Comunicato stampa

 

Scontri in Val di Susa, Legambiente chiede di abbandonare immediatamente ogni violenza

Cogliati Dezza: ” Grave errore ordinare azioni di polizia, l’irrigidimento del Governo è un ostacolo alla buona politica”

“Non ha nessun senso l’irrigidimento del Governo sulla TAV in Valsusa, Il Ministro Maroni non autorizzi l’uso della violenza perché sarebbe un abominio! Il movimento della Valsusa non vuole un’opera di forte impatto territoriale, ma sono sempre di più gli esperti che mettono in luce il carattere non prioritario del collegamento AV Torino-Lione per il nostro Paese. Si tratta di un’opera che, nonostante il contributo dall’Europa, è destinata a trasformarsi in una voragine per il nostro debito pubblico: su questi aspetti non si discute con i manganelli, ma con gli strumenti della buona politica”.

E’ il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza a prendere la parola dopo i gravi fatti di questa notte sui cantieri TAV. Il frazionamento e il ridimensionamento del progetto, recentemente ipotizzato dimostra, infatti, come l’opera non sia così prioritaria come si vuol far credere, a partire dal costosissimo tunnel di base. Nello specifico, inoltre, per quanto riguarda il cunicolo esplorativo de La Maddalena, nel comune di Chiomonte, oggetto delle contestazioni odierne, è pendente un ricorso di Legambiente, WWF, Italia Nostra e Pro Natura per le numerose illegittimità contenute nel progetto stesso. Tutte motivazioni che – secondo Legambiente – dovrebbero portare il governo ad abbandonare le attuali forzature.

“Le priorità dell’Italia in termini di infrastrutture rimangono ben altre – ha aggiunto Cogliati Dezza – come ad esempio la realizzazione di reti ferroviarie nelle aree metropolitane e opere di accesso alle grandi infrastrutture di valico per il traffico merci. E’ il caso del nuovo Gottardo ferroviario, che gli svizzeri completeranno nel 2016, ma che, a causa dell’inadeguatezza delle infrastrutture di accesso dal lato italiano, non sarà utilizzabile per quella data. Un caso che ben rappresenta il nostro Paese, ad oggi sprovvisto di un piano sulla mobilità e la logistica per impostare una seria programmazione dei trasporti. Questo è quello che ci aspettiamo dal Governo, non  la politica dei lacrimogeni e dei manganelli”.

L’ufficio stampa Legambiente

(06.86268353-79-79-99)

 

Posted on 13 Giu 2011 In: Eventi e attività

E’ FATTA!

 

Con oltre il 57% di votanti e più del 90% di SI in tutti i referendum!

 

Nella speranza che si possa cambiare pagina della storia italiana …

GRAZIE A TUTTI!

REFERENDUM – BATTIQUORUM

Posted on 12 Giu 2011 In: Eventi e attività

 

 

 

 

 

Dal Ministero dell’Interno: 12 giugno 2011 – ore 23:33

Dati relativi a TUTTI i comuni:

Referendum 1: 41,14%

Referendum 2: 41,14%

Referendum 3: 41,11%

Referendum 4: 41,10%

 

Ancora un piccolo sforzo e ce la facciamo. Grazie Italiani!

 

REFERENDUM 12-13 giugno

Posted on 4 Giu 2011 In: Eventi e attività

 

 

Nucleare/ Appello oncologi, al referendum votare si’

Sabato, 4 Giugno 2011 – 18:43

Gli oncologi italiani si schierano compatti contro il nucleare. Come anticipato nei giorni scorsi, arriva oggi dal congresso Asco di Chicago, il piu’ importante incontro mondiale di oncologia, l’appello dell’Aiom, l’associazione italiana di oncologia medica, a votare si’ al referendum del 12 e 13 giugno. “Il nucleare e’ la cosa piu’ cancerogena che esista – sottolinea il presidente dell’Aiom Carmelo Iacono – e non e’ controllabile, come ha dimostrato Fukushima. Lasciamo stare le centrali, puntiamo sulle energie alternative, che sono poco inquinanti e non presentano i rischi enormi per la salute che ha il nucleare”. Per gli oncologi, insomma, non ci sono dubbi: “Troppi rischi per giustificare i benefici. Anche perche’ non rischia solo chi e’ vicino alla centrale nel caso, come abbiamo visto non improbabile, di incidente: pensiamo al mare, ai pesci, e quindi alla catena alimentare, le coltivazioni. Gia’ la battaglia contro i tumori e’ dura, non ci sembra proprio il caso di aumentare ulteriormente i rischi, e che rischi. E sia chiaro, a scanso di equivoci: la nostra non e’ una presa di posizione politica, ma esclusivamente tecnica, da scienziati. Non si puo’ che andare a votare – conclude Iacono – e votare si'”.

 

 

 

 

 

 

ROMA – La Corte di Cassazione ha stabilito che il 12 e 13 giugno si terrà il referendum sul nucleare.
E’ stata così accolta l’istanza presentata dal Pd che chiede di trasferire il quesito sulle nuove norme appena votate nel dl omnibus: quindi la richiesta di abrogazione rimane la stessa, ma invece di applicarsi alla precedente legge si applicherà appunto alle nuove norme sulla produzione di energia nucleare (art. 5 commi 1 e 8).

© Copyright ANSA – Tutti i diritti riservati 01.06.2011 ore 12:01

 

 
Cari e care,

avrete sicuramente letto: dopo il parere delle cassazione passa definitivamente il quesito sul nucleare, nonostante i subdoli e incredibili tentativi di boicottare il voto del popolo contro il nucleare. Scatta quindi il pieno attacco per l’obiettivo di raggiungere il quorum e vincere nuovamente la sfida. La priorità per tutti, a partire da adesso, sarà sfruttare al meglio tempo, mezzi mediatici e coinvolgere tanti volontari per informare il più possibile: via ai volantinaggi, porta a porta, banchetti in ogni dove, email, social network, adesivi ovunque. Insomma, entriamo nel vivo. Tanto abbiamo fatto fino adesso ma, ci sentiamo di dire, che i giorni decisivi sono quelli che abbiamo davanti: diamoci da fare, come solo noi sappiamo fare!

I materiali informativi (volantini e opuscoli)li potete trovarli qui http://www.legambiente.it/dettaglio.php?tipologia_id=16&contenuti_id=2522

Inviateli via email, lasciateli nei bar, negli esercizi commerciali, ovunque vi venga in mente. Le locandine che sono all’interno dell’opuscolo fanno al caso nostro!

Vi invitiamo, inoltre, a far girare tutti gli spot che abbiamo, anche sulla pagina facebook http://www.facebook.com/home.php#!/unsimusicalecontroilnucleare e condividete il più possibile!

Mettetevi anche in contatto con il comitato per tutti gli altri materiali e le interazioni con le altre associazioni www.fermiamoilnucleare.it
Un caro saluto contro il nucleare!

 

Rossella Muroni                                                                                                Vittorio Cogliati Dezza

Direttrice generale Legambiente                                                   Presidente Nazionale Legambiente

 

 

REFERENDUM 12 e 13 giugno

Posted on 28 Mag 2011 In: Eventi e attività

 

 

 

 

 

Riportiamo qui la notizia dalle agenzie di stampa:

Roma, 27 mag. (Adnkronos) – Il verdetto della Cassazione sul nucleare arrivera’ mercoledi’ prossimo. Per quella data infatti si riunira’ l’ufficio centrale elettorale presso la Suprema Corte. In particolare, i giudici, dopo che il capo dello Stato ha promulgato la legge che contiene la ‘moratoria’ nucleare voluta dal governo, dovranno decidere se il testo uscito dal Parlamento supera o meno il quesito referendario.

Nell’attesa LA BATTAGLIA CONTINUA!

12 e 13 giugno – Referendum

Posted on 17 Mag 2011 In: Eventi e attività

 

 

 

 

 

QUAL’E’ L’EREDITA’ DEL NUCLEARE ITALIANO?

Puoi trovarla qui:

www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/15/gestione-scorie-nel-vercellese-ambientalisti-diffidano-la-regione-piemonte/111381/

www.youtube.com/watch?v=IFtqlA7wZ3E&feature=player_embedded


 

DALLA SARDEGNA UN PRIMO SUCCESSO!

Il successo del referendum contro il nucleare in Sardegna è un fatto di assoluta rilevanza nazionale.
Nonostante l’opera di disinformazione (molti credono che il referendum sia già saltato e che comunque sia inutile) e di mancata informazione (il regolamento per la Rai e le relative trasmissioni informative sono partite con qualche settimana di ritardo) i cittadini sardi hanno di gran lunga fatto superare il quorum (bastava il 30% degli aventi diritto) riversandosi a votare ben al di là dei luoghi dove c’erano le amministrative e raggiungendo la quota del 60%. E ben il 98% ha votato contro il nucleare.
Ê per noi un grande successo, raccogliamo i frutti di un lavoro continuo e costante realizzato sul territorio, é per noi la conferma di quello che stiamo dicendo da mesi: gli italiani non vogliono il nucleare.
Ora dobbiamo diffondere ovunque questo risultato. Partecipiamo e coinvolgiamo quanta più gente possibile nelle catene umane “per chiudere il nucleare” del 21 prossimo (a Montalto il 22). Dobbiamo chiedere ai sindaci che vanno al ballottaggio di pronunciarsi.
Fateci sapere (a noi e al Comitatro Vota SI per fermare il nucleare) le iniziative che organizzate, le azioni che vi inventate.
Ad oggi ancora non siamo sicuri che il referendum sul nucleare si farà, è peró per noi fondamentale usare questi giorni per parlare con la gente e diffondere l’informazione sui referendum, perchè comunque, anche se la truffa andrà in porto e la maggioranza di governo scipperà il referendum sul nucleare, sarà molto importante che il 12 e 13 giugno gli italiani vadano a votare in massa.
Ancora una volta la storia ci sta dando ragione e noi dobbiamo rendere irreversibile il passo indietro che il Governo ha fatto per liberare definitivamente l’Italia dal nucleare.
Buon lavoro
Vittorio e Rossella
(Presidente e Direttrice Legambiente Nazionale)

 

 

 

COMUNICATO STAMPA

26 aprile 1986 – 26 aprile 2011: 25° ANNIVERSARIO DI CERNOBYL

Legambiente Circolo Il Brutto Anatroccolo (VB) prosegue nel suo impegno a sostegno dei bambini e delle popolazioni colpite dalla catastrofe nucleare di Cernobyl facendosi promotore del coordinamento “Le Russie di Cernobyl”, con progetti di aiuto e solidarietà, ma anche di informazione, scambio culturale e volontariato ambientale.

(vedi sito: http://lerussiedicernobyl.blogspot.com/)

A 25 anni dall’incidente, infatti, alcuni milioni di persone tra Russia, Bielorussia e Ucraina vivono tuttora in territori contaminati dalle radiazioni e sono costretti – anche a causa della forte depressione socio-economica di quelle province – ad alimentarsi con cibi contaminati di produzione locale.

Oltre all’aumento di patologie gravi come il cancro alla tiroide, l’esposizione continua a piccole dosi di radiazioni comporta l’indebolimento del sistema immunitario, in particolare nei bambini e la propensione dell’organismo ad ammalarsi con più frequenza.

Il 25° anniversario di Cernobyl è coinciso con la nuova catastrofe nucleare di Fukushima: come quelle di Cernobyl, le conseguenze per la popolazione e l’ambiente saranno enormi, inimmaginabili, per un tempo improponibile. Dopo gli avvenimenti giapponesi, non c’è dunque bisogno di tante parole per esprimere la nostra angoscia nei confronti dei devastanti danni provocati dal nucleare civile e la nostra convinta contrarietà a esso.

Come contributo al 25° anniversario il Brutto Anatroccolo ha creato il progetto “La Memoria di Cernobyl”, una raccolta di storie e testimonianze sugli effetti che la catastrofe nucleare del 1986 ha avuto sulla vita delle persone.

(vedi sito: http://lamemoriadicernobyl.blogspot.com/)

Estratti dalla “Memoria di Cernobyl”:

Paesaggi stupendi, giardini dai raccolti generosi, bellissimi prati: per questo era famosa la terra di Cernobyl. Ma una notte d’aprile del 1986 venne tracciato un confine. Da allora questa terra cominciò a chiamarsi zona – una località deturpata, non adatta per la vita. […]

Cernobyl… Radiazioni… Radionuclidi… Quant’angoscia hanno introdotto queste parole nella nostra vita! Sono venute a galla nuove angosce, la principale tra cui rispetto al futuro del nostro pianeta. La sciagura si è nascosta dappertutto: e nel terreno, e nell’acqua, e nell’aria, e nel cibo. Io ho visto come nascono gli uccelli, gli animali in questa orribile “zona”… L’ho visto una volta e probabilmente non lo potrò mai più dimenticare…

Ol’ga Ginzburg, 15 anni (Klincy, zona di Cernobyl russa)

Il reattore atomico distrutto fece a pezzi anche le nostre illusioni. Tutto risultò vicino. La sciagura era giunta fin dentro casa nostra. Noi non ci credemmo da subito. La gente andava spensierata alla manifestazione del 1° maggio sotto un violento irraggiamento solare, teneva per mano i bambini, portava i lattanti nei passeggini. Camminava per le pozzanghere di una pioggia insolitamente calda, ritardata, come ripresa al rallentatore. Poi venne a sapere: quella nuvoletta primaverile era stata portata dal vento di Cernobyl… […]

Voglio ricordare le parole del grande scrittore francese Antoine de Saint-Exupéry: «Siamo tutti passeggeri di un unico vascello di nome Terra», vale a dire che non esiste un altro posto dove trasbordare. Se l’umanità non troverà le forze, i mezzi o la ragione per fare la pace con la natura, allora varrà forse la pena di porre sopra la Terra defunta, ricoperta di polvere, senza vita, una pietra tombale con la scritta dolorosa: «Ciascuno voleva il meglio per sé».

Elena Abaeva, 14 anni (Klincy, zona di Cernobyl russa)

Oggi intorno ad Ol’chovka ci sono molti paesi e villaggi abbandonati. E dopo 25 anni questi luoghi sono andati in completa rovina. Quando passi accanto a questi villaggi ti prende l’angoscia. Penso, rifletto e mi viene da chiedermi: non è che in un futuro molto prossimo lo stesso possa avvenire anche nei luoghi dove viviamo noi?

Arina Medvedeva, 11 anni (Klincy, zona di Cernobyl russa)

In quel giorno e in quell’ora, quando successe la tragedia di Cernobyl, ebbe inizio un nuovo conteggio del tempo. Senza esagerazioni si può dire che l’umanità entrò allora in una nuova epoca del suo sviluppo. E questo momento veramente terribile venne fissato dall’orologio sulla parete della sala controllo del reattore nucleare di Cernobyl. La storia non soltanto della Russia ma dell’intera umanità venne suddivisa in due periodi: “prima di Cernobyl” e “dopo Cernobyl”.

A noi, bambini nati nella zona già contaminata, tocca pagare con la nostra salute per i gravissimi errori commessi nei giorni passati. A volte vien voglia di tapparsi gli orecchi per non sentire il rumore assordante delle fabbriche in funzione; di chiudere gli occhi per non vedere, nel posto dove ancora di recente c’era una stagno trasparente, una palude vischiosa; di perdere l’olfatto e non percepire al posto del profumo dei fiori freschi il puzzo degli oli sintetici, ma allo stesso tempo di far aprire gli occhi a tutte le persone che tutto questo lo creano e di gridare: «Fermatevi! Il dolore di Cernobyl è il dolore di tutta l’umanità e proviamo a non chiudere gli occhi e gli orecchi alle suppliche e ai lamenti della natura contaminata».

Marija Seraja, 15 anni (Klincy, zona di Cernobyl russa)

POESIA DI CERNOBYL

26 aprile.

Una consueta giornata di primavera.

Soltanto il 26 aprile

Cernobyl d’un tratto s’è fatta solitaria.

 

Un errore nei calcoli degli scienziati

Ha portato un dolore tremendo,

Non più città verdi –

Le radiazioni han spazzato via tutto.

 

Lasciando le loro case,

Abbandonando i loro nidi per sempre,

Poteva immaginarsi la gente

Che non ci sarebbe stato ritorno?

 

Nel passato è rimasta la gioia,

Dimenticati la quiete e il sonno,

Negli occhi tristezza e stanchezza,

E si avverte il gemito di Cernobyl.

 

Tagliola, trappola, imboscata…

Niente panico, solo paura.

E perfino il cuculo del bosco

Misura altrimenti il suo passo.

 

Un’invisibile forza oscura

Ha coperto così tante terre,

Vivere s’è fatto indispensabile

Per sé, per lui, per tutti.

 

L’invisibile mano delle sofferenze,

Del dolore, delle malattie, delle morti.

Non si hanno altri desideri,

Se non quello di salvare le persone.

 

Gli anni si susseguono…

E più vecchia è la nostra città,

Il futuro dipende da noi,

Affinché più bella essa diventi!

 

Ol’ga Fes’kova, 14 anni (Novozybkov, zona di Cernobyl russa)