Roma, 19 aprile 2011                                                                         Comunicato stampa

Nucleare: Governo abroga norme per nuovi impianti

Legambiente: “Vittoria del movimento antinucleare”

“Consapevoli che il quorum nel referendum di giugno sarebbe stato raggiunto e che la stragrande maggioranza degli italiani, di tutti gli schieramenti politici, sono contrari al nucleare, il governo ha deciso di abrogare le norme per la realizzazione di nuove centrali atomiche. Salta quindi anche il referendum ma non cala l’attenzione da parte delle associazioni che continueranno invece a vigilare affinché il nucleare cacciato ora dalla porta non si riaffacci dalla finestra, magari tra un anno, quando le acque si saranno calmate e l’incubo di Fukushima sarà meno opprimente”.

Così il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, ha commentato la notizia dell’emendamento al decreto Omnibus che conteneva anche la moratoria di anno per il nucleare, presentato oggi al Senato.

“Questa grande vittoria del movimento antinucleare – ha continuato Cogliati Dezza – sia la spinta decisiva per avviare un nuovo piano energetico nazionale basato sulle fonti rinnovabili, che escluda definitivamente il ritorno all’atomo, rispondendo positivamente agli obiettivi internazionali e garantendo al Paese occupazione e sviluppo di qualità”.

L’ufficio stampa (06.86268376 – 99)

 

NON FERMIAMOCI: VOTIAMO E FACCIAMO VOTARE SI PER RIPRENDERCI L’ACQUA!

 

Il Direttivo del Circolo ringrazia di cuore tutte le persone intervenute al Concerto del 9 aprile.

La serata è stata molto intensa e il risultato raggiunto ci ripaga degli sforzi profusi nell’organizzazione.

In molti ci hanno chiesto il brano letto come prologo al Concerto dal titolo Monologo su tutta una vita registrata sulla porta di casa (1996). Lo potete trovare su http://www.sagarana.net/rivista/numero11/spazio3.html

Il servizio di VCO Azzurra News Tv sul  Concerto lo trovate al minuto 18:28 del link: http://www.vcoazzurranews.tv/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=669&video_id=530

GRAZIE A TUTTI.

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Progetto “DUBRAVA”

Posted on 14 Apr 2011 In: Progetti realizzati

RISANAMENTO A DISTANZA DI BAMBINI RUSSI RESIDENTI NEI TERRITORI CONTAMINATI DA CERNOBYL

A causa della catastrofe di Cernobyl del 1986 ancor oggi vaste aree di Bielorussia, Russia e Ucraina sono contaminate da radionuclidi. Alcuni milioni di persone vivono in questi territori, assumendo quotidianamente piccole dosi di radiazioni attraverso la catena alimentare con i relativi rischi sanitari (calo del sistema immunitario, aumento dei casi di cancro della tiroide e di altre patologie di cui non si prevede ancora la gravità delle conseguenze).

All’interno della Federazione Russa vi è un’ampia zona – perlopiù rurale e depressa a livello socio-economico – rimasta contaminata da Cernobyl, spesso dimenticata sia dalla comunità internazionale che dallo stesso governo russo.
Durante la permanenza di 21 giorni al sanatorio “Dubrava” – che si trova tra i boschi vicino a Brjansk in zona non contaminata – i bambini perdono dal 25 al 30% delle radiazioni interne grazie all’aria e al cibo pulito e alle procedure terapeutiche.
Il progetto è rivolto a bambini e adolescenti tra i 7 e i 15 anni delle scuole di villaggio delle province contaminate di Novozybkov e Zlynka (Russia) con particolari problemi di salute e/o provenienti da famiglie con situazioni di disagio socioeconomico.
Nel 2011 il costo per il risanamento di un bambino è di 400 € e include: soggiorno di 21 giorni, procedure terapeutiche, viaggio a/r, programma ricreativo, spese organizzative.

 

Coordinamento “Le Russie di Cernobyl”

Promotori: Il Brutto Anatroccolo di Legambiente Piemonte – Circolo di Castronno di Legambiente Lombardia
E-mail: lerussiedicernobyl@gmail.com Sito internet: lerussiedicernobyl.blogspot.com
IBAN: IT 23 E 03204 45680 000000000246 – intestato a: LEGAMBIENTE CIRCOLO IL BRUTTO ANATROCCOLO

 

Tributo a Fabrizio de andrèSabato 9 aprile alle ore 21.00 presso il Palazzo dei Congressi di Stresa si terrà il concerto di Damiano e la nuova orchestra della città vecchia intitolato:”Tributo a Fabrizio De André”

L’intero ricavato sarà devoluto a favore del PROGETTO CERNOBYL 2011.

Il costo del biglietto è di € 15,00

Preventita presso:

Libreria Margaroli Verbania
Libreria Margaroli Gravellona Toce (c/o C.C. dei Laghi)
Edicola Via Bologaro Stresa
Edicola Stazione Stresa
Kate acconciature Baveno
Elettrodomestici Bolongaro Stresa

per ogni informazione 333 1465890 – 349 3739761

ANCHE L’ITALIA CORREREBBE GLI STESSI RISCHI DEL GIAPPONE,

CON REATTORE ‘EPR’ IDENTICHE CONSEGUENZE CHE A FUKUSHIMA

IL GOVERNO RINUNCI AL NUCLEARE:

IL 26 IN PIAZZA A ROMA PER LANCIARE I REFERENDUM

“Non esistono centrali sicure. E l’EPR, il reattore che Berlusconi ha scelto per i 4 impianti italiani, non fa differenza. Quello che sta accadendo in Giappone potrebbe succedere in Italia, se il governo non farà un passo indietro nella sua folle corsa al nucleare”. Il Comitato ‘Vota Sì per fermare il nucleare’ (oltre 60 associazioni unite per portare gli italiani al voto referendario contro l’energia atomica), replica a chi “in queste ore drammatiche tenta ideologicamente di sminuire la portata del disastro”. E attacca il governo, “miope e avventato, che mentre l’Europa si interroga sul nucleare, spinge invece il piede sull’acceleratore”.

Il reattore EPR “è ancora un prototipo e nemmeno completo che, come hanno denunciato le Autorità per la sicurezza nucleare di Francia, Gran Bretagna e Finlandia, non ha ancora risolto questioni fondamentali di sicurezza, come i sistemi d’automazione d’emergenza, a rischio in caso di black out elettrico. Presenta rischi potenziali non minori dell’impianto di Fukushima – spiega il Comitato – per la mancanza di sistemi di sicurezza passivi. Per non parlare della versione in costruzione in Francia, dove acciaio inadatto e un eccessivo ricorso alle saldature fanno dubitare della tenuta del nocciolo (lo sostiene l’azienda francese Edf). Ad oggi non esiste nessun reattore nucleare a sicurezza intrinseca”.

Per non riportare l’Italia nel campo minato del nucleare, e “perché l’energia dell’atomo non è economica né pulita”, il Comitato lancia dunque un appello al governo: “Abbandoni subito il suo progetto suicida e ritiri le leggi sul nucleare. Aggravate, peraltro, nell’ultima versione del decreto legislativo all’esame del Parlamento, dalla cancellazione delle norme sulla trasparenza nella localizzazione delle centrali”.

Una prima occasione per mobilitarsi contro il tentativo di riaprire il nucleare
italiano sarà la manifestazione a sostegno dei due referendum sull’acqua e per abrogare il nucleare del 26 prossimo a Roma (ore 14 piazza della Repubblica). Intanto le associazioni tornano a chiedere al governo di accorpare il voto referendario con quello per le amministrative.

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Ecco perché tra Fukushima e gli EPR che il governo vuole in Italia non ci sarebbe differenza

Terremoto. Il drammatico terremoto che ha messo in ginocchio il Giappone è solo la ragione indiretta dello choc nucleare: la vera causa è stata l’interruzione della rete elettrica che ha bloccato i sistemi di raffreddamento e il guasto a quelli di emergenza dovuto allo tsunami. Le stesso potrebbe potuto accadere in caso di un’inondazione con black out elettrico – come quello italiano del 2003 – o di attentati alla rete elettrica.

Pachiderma nucleare. L’EPR è il reattore più potente mai progettato: oltre 1.600 MW di potenza, che, per ridurre i costi, è ottenuta aumentando la densità energetica del nocciolo e dunque anche la quantità di radioattività. Fatto che da solo, in caso di incidente, rende più difficile arginare reazioni incontrollate .

Sistemi di sicurezza. I sistemi di sicurezza dell’EPR, benché più numerosi che negli altri reattori, non garantiscono dal rischio di incidenti. Perché – lo dicono le Autorità per la sicurezza nucleare di Francia, Gran Bretagna e Finlandia – quello di emergenza non è indipendente da quello ordinario: in caso di guasto, quindi, rischia di non entrare in funzione.

Un acceleratore sulla fissione. Per aumentare la redditività degli impianti, l’EPR nella versione costruita in Francia, a differenza di qualsiasi altro reattore (che produce durante l’arco della giornata sempre lo stesso quantitativo di energia elettrica) è progettato per modulare l’energia prodotta (vendere elettricità nei momenti di maggiore richiesta è più redditizio). Questi reattori hanno infatti un sistema di gestione – il ‘Ritorno istantaneo in potenza’ (RIP) – che permette la rapida rimozione delle barre di controllo dal reattore: è come un colpo d’acceleratore  alla reazione di fissione. Secondo un documento interno riservato di Edf del febbraio 2007, questo sistema aumenta i rischi di incidenti come quello di Cernobyl.

Saldature. Ci sono troppe saldature nelle strutture di controllo del reattore (356 contro le 89 raccomandate dalla normativa francese): ogni saldatura in più aumenta il rischio di perdita di pressione, di espulsione delle barre di controllo e, quindi, di un grave incidente nucleare. Lo sostiene una fonte insospettabile: un documento riservato di EDF, rivelato il 30 settembre 2010 dall’associazione francese Sortir du nucléaire. Il problema sta nel rivestimento del sistema di comando delle barre di controllo, quello che chiude il reattore in caso d’emergenza e che serve a contenere la pressione. La normativa francese prevede una sola saldatura: nell’EPR invece ne sono state previste 4 per ogni meccanismo. E i meccanismi di trasmissione sono 89.

Acciaio. L’acciaio inossidabile utilizzato per il rivestimento del meccanismo di comando delle barre di controllo (chiamato ‘martensite’) è sensibile alle alte temperature: difficilmente potrebbe resistere a situazioni critiche. Ma anche in situazioni di gestione ordinaria, si legge nello stesso documento riservato di EDF, “piccoli errori nella temperatura o nel tempo di funzionamento possono avere impatti sull’acciaio indurito”.

Attentato. Come hanno denunciato Greenpeace e Sortir du Nucleaire nel 2006, lo scenario di disastro aereo presentato a suo tempo da EDF prevede un incendio di soli 2 minuti. L’impianto non reggerebbe l’impatto di un aereo di linea con serbatoi pieni di cherosene che si schiantasse sull’involucro.

Sicurezza passiva. Mentre l’industria dell’atomo negli ultimi anni ha inseguito la sicurezza progettando i cosiddetti ‘meccanismi di sicurezza passiva’ (che non hanno cioè bisogno di nessun intervento esterno ma in caso di guasto entrano in funzione automaticamente), l’EPR ne è privo. Ci sono solo meccanismi di sicurezza attiva, che per funzionare necessitano di energia elettrica.

Doccia fredda. Una delle estreme misure di sicurezza dell’EPR prevede di contenere la fusione del nucleo spruzzando sul materiale radioattivo fuoriuscito dal nocciolo e raccolto in una vasca di ceramica sotto al reattore dell’acqua: ma nessuno ha mai testato una misura del genere, e il rischio di un effetto del tipo “colata lavica in mare”, con grande emissione di vapore ed esplosione della centrale, non è escluso.

Cos’è l’EPR: la sigla indica lo European Pressurized (Water) Reactor (Reattore europeo ad acqua pressurizzata). Si tratta di un reattore a fissione nucleare da oltre 1.600 MWe, progetto concepito dalle due aziende Siemens e Framatome nei primi anni ’90 e ora, dopo la fuoriuscita di Siemens, portato avanti dalla sola francese Areva. L’EPR è un reattore cosiddetto di terza generazione avanzata (3+) ma in realtà è l’evoluzione più recente dei reattori di seconda generazione ad acqua pressurizzata PWR (Pressurized Water Reactor) che si sono diffusi negli anni ’60.

L’ufficio stampa  – Daniele Di Stefano  – 328.2937118

IL COMITATO: Acli, AEM terra nuova, AIAB, Alleanza per il Clima, ALPA-Ass. Lavoratori Produttori Agroalimentari, Alternativa, AltraMente, Altro.Ve Rete per un altroveneto, Amici della Terra, Arci, Arci servizio Civile, Articolo 21, ASud – Rigas, Auser, Beati costruttori di pace, CEPES, Cgil Lazio, Cgil Umbria, Città Amica, Comitato SI’ alle Rinnovabili NO al nucleare, Costituente Ecologista, CRBM – Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Eco, Ecologisti Democratici, Energiafelice, Eurosolar Italia, Fairtrade Italia, Fare Verde, Federazione nazionale Pro Natura, Federconsumatori, Fiom-Cgil, Focsiv – Volontari nel mondo, Fondazione Culturale Banca Etica, Fondazione Culturale Responsabilità Etica Onlus, Forum Ambientalista, Greenpeace, Greenreport, ISDE-Medici per l’Ambiente, Italia Nostra, Jane Goodall Institute Italia, L’Altro Quotidiano, Lega Consumatori, Legambiente, Libera Associazione Origine, Libera Contro le mafie, Libera Università di Alcatraz, Liberacittadinanza, LIPU-Birdlife Italia, Mani Tese, Mountain Wilderness Italia, Movimento Difesa del Cittadino, Otherearth forum energia ricerca, Rete della Conoscenza, Rivista Confronti, Servizio Civile Internazionale S.C.I., Slow Food, Terra Nuova, Terra Quotidiano, Terra! Onlus, Unione degli Universitari, VAS, WWF, XXV Aprile, Ya Basta-Rigas

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