Il 1° settembre sono arrivati in Italia un gruppo di otto ragazze russe della zona di Cernobyl per un programma musicale nell’ambito del progetto “Il viburno rosso”.

I rami spogli di viburno con le bacche rosse nella neve è una delle immagini suggestive della campagna russa. Quella stessa campagna, nella regione di Brjansk, contaminata dalle radiazioni di Cernobyl, depressa e spesso dimenticata. La campagna russa, tuttavia, è anche cultura, arte, tradizioni e, soprattutto, musica e canti. In ogni villaggio russo c’è un coro di donne o un collettivo canoro; in ogni scuola i ragazzi cantano e imparano le canzoni popolari, si esibiscono nei loro costumi tradizionali.

Con “Il viburno rosso” prosegue così anche nel 2013 il progetto di valorizzazione della cultura e delle arti nella provincia russa. Le ragazze invitate, provenienti dal villaggio russo di Vyshkov della regione di Brjansk, saranno accompagnati dall’insegnante Marjia Petushkova e da Aleksandr Zenčenko, fisarmonicista e insegnante di musica. Il gruppo porterà con se un bajan, la fisarmonica tradizionale russa, con cui Aleksandr accompagnerà dal vivo i ragazzi nelle loro esibizioni.

Dopo i primi 10 giorni trascorsi a Marchirolo (VA) il gruppo è arrivato l’11 settembre a Baveno e sono ospitati presso la ex Scuola Materna di Oltrefiume.

Durante la loro permanenza le ragazze interagiranno – con incontri di scambio musicale – con quelli delle scuole di Stresa, Baveno e Castronno (VA). Quest’anno è prevista anche la collaborazione con i giovani della banda di Baveno che darà vita un’esibizione congiunta il 21 settembre.

Due momenti altrettanto significativi saranno gli incontri con gli anziani di Baveno e Stresa.

Oltre a momenti ricreativi, è previsto un folto programma di concerti nei paesi ospitanti:

–          15.9 – Sala Biellese (BI) CEA Andirivieni

–          20.9 – Varzo (VB) Sala comunale

–          21.9 – Baveno (VB) Arena Nadur

–          22.9 – Orasso (VB) Campo Sportivo

–          27.9 – Baveno (VB) Oratorio Oltrefiume

–          28.9 – Castronno (VA) Oratorio Paolo VI

–          3.10 – Stresa (VB) Palazzina Liberty

 

Il 26 e il 27 settembre il gruppo parteciperà alle giornate di “Puliamo il mondo” indette da Legambiente, con alcune classi dell’Istituto Comprensivo C. Rebora di Stresa e dell’Istituto Comprensivo A. Fogazzaro di Baveno.

Il progetto è realizzato dal circolo Legambiente “Il brutto anatroccolo” del Verbano in collaborazione con il circolo Legambiente di Castronno (Va).

Alcuni momenti conviviali, con la partecipazione di associazioni locali, allieteranno la presenza degli ospiti, oltre a consentire la raccolta fondi per sostenere i progetti in corso; in particolare venerdì 27 alle ore 19:30 si terrà una cena presso l’Oratorio di Oltrefiume cui seguirà un breve concerto, accompagnato da immagini e filmati della provincia russa ed inserito nell’iniziativa “Autunno culturale” di Baveno.

Il gruppo farà ritorno in Russia il 4 ottobre.

ViburnoeBandaCenaOltrefiumeConcertoStresa

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Non contenti di essersi comprati con due soldi Stresa, gli sceicchi arrivano anche ad Arona.

Stresa, lunedì 19 agosto 2013                                                                          Comunicato sampa

Legambiente contro le gare di offshore sul lago Maggiore:
“Il lago non è un luna park!”

Turismo e sostenibilità ambientale devono andare di pari passo;
i Sindaci promuovano eventi a impatto zero!


“Il lago Maggiore non è un luna park!”. E’ questo il commento secco di Legambiente sulle gare di offshoreorganizzate sul lago Maggiore e che avranno luogo a Stresa e Arona nelle prossime settimane. Due eventi a distanza di pochi giorni con ricadute impattanti sul delicato equilibrio lacustre. L’offshore, la cui traduzione significa letteralmente “lontano dalla costa” verrà invece praticato fino a pochi metri dalla riva, in un contesto inadatto a questo tipo di competizioni (tra le sponde di Arona e di Angera la distanza è di circa 900 metri).

“Ci chiediamo se sia stato previsto un monitoraggio ufficiale delle ricadute ambientali di questi eventi e altresì se siano state calcolate le ricadute economiche e turistiche dovute alle gare analoghe organizzate negli scorsi anni –dichiarano Fabio Dovana, Presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta e Barbara Meggetto, direttrice di Legambiente Lombardia – Sarebbe auspicabile che i Sindaci rivieraschi mettessero lo stesso impegno per organizzare eventi turistici a impatto zero; in questo caso noi siamo a disposizione per collaborare e cercare insieme le soluzioni migliori. Siamo convinti che lo sviluppo turistico infatti abbia troppo spesso avuto un impatto negativo sulla natura e sulla biodiversità, modificandola in modo irreversibile. E’ ora di invertire la tendenza: un ambiente sano e protetto può garantire la redditività di un territorio in termini di sviluppo turistico, promozione dei prodotti tipici e crescita delle economie locali”.

Al posto degli enormi bolidi dell’offshore, l’associazione ambientalista propone ad esempio di incrementare e promuovere ulteriormente le regate di barche a vela e di canottaggio e le competizioni di nuoto che già vengono praticate. Si potrebbero inoltre organizzare sul lago più eventi dedicati a gare internazionali di imbarcazioni solari, seguendo l’esempio di altri Paesi Europei come la Germania, l’Olanda e la Svizzera, dove questo tipo di gare sono molto seguite. Così facendo si promuoverebbe il lavoro di associazioni e imprenditori locali al posto di quello dei grandi sceicchi degli emirati arabi.

La sostenibilità non è solo un auspicio ma una pratica possibile, in grado di mettere in moto meccanismi virtuosi di sviluppo anche turistico, come dimostra l’attenzione data dalle guide turistiche agli indicatori ambientali delle località di villeggiatura. La Guida Blu 2013 che ogni anno Legambiente e Touring Club realizzano per mettere in luce le migliori località lacustri e marine riporta tra le sue pagine ben 13 Comuni del lago Maggiore, di cui 11 piemontesi e 2 lombardi.

“Ci auguriamo che le vele assegnate a questi Comuni possano di anno in anno aumentare, così come ci auguriamo crescano le località menzionate – concludono Dovana e Meggetto -. Molto però dipende dalle scelte poste in essere dalle Amministrazioni Comunali e su quale tipo di turismo si intende investire, aspetto questo che coinvolge anche la navigazione da diporto che, per quanto ci riguarda, deve tendere sempre più ad abbassare i livelli di inquinamento a lago prodotti dai motori”.


Ufficio stampa Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta: 011.2215851 – 392.9935376
Ufficio stampa Legambiente Lombardia: 02.87386480

 

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Dal 15 al 29 luglio ospiteremo a Baveno il secondo campo di volontariato internazionale

… e dal 19 al 21 luglio presso il Circolo ARCI di Baveno sarà:

Manifesto FESTAMBIENTE_2013_a3

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OFFSHORE: Stresa di nuovo in pista.

Posted on 13 Lug 2013 In: Eventi e attività

In seguito agli ultimi eventi, ormai abbandonando ogni speranza di miglioramento di questa Amministrazione, abbiamo inviato ai giornalisti il seguente comunicato stampa:

 

Ai Sigg. Giornalisti

 

Il circolo di Legambiente Il Brutto Anatroccolo contesta fortemente l’infelice scelta dell’Amministrazione Comunale di Stresa di far svolgere nuovamente le gare di offshore sulle acque del Lago Maggiore.

Abbiamo appreso infatti che è stato stipulato un protocollo d’intesa tra il sindaco e la delegazione di Dubai per la programmazione triennale della prova europea del campionato mondiale di motonautica XCat.

Dal 30 agosto al 1° settembre 14 bolidi, con motori fuoribordo fino a 6000 cm3 di cilindrata che possono raggiungere i 190 Km/h, sfrecceranno sul nostro lago provocando inquinamento atmosferico, idrico  ed acustico e disturbando, oltre ai poveri pesci, i turisti che in quei giorni verranno a visitare le nostre isole, pensando di trovare un’oasi di pace e tranquillità e che invece saranno  costretti a  zigzagare  tra motoscafi che sfrecciano a grandi velocità !!!

Forse  gli amministratori non sono  consapevoli dell’importanza del nostro territorio? Perché anziché promuovere iniziative inquinanti, non operare per meglio valorizzare le nostre bellezze naturali? I turisti che vengono sul lago cercano la tranquillità in un ambiente incontaminato e anche molti cittadini non gradiscono manifestazioni rumorose e dannose per l’ambiente!

Questa scelta, scellerata e miope, è  in controtendenza con le tematiche ambientali  e di rispetto del territorio. La tutela dell’ambiente  è diventata  ormai una priorità, sia nella società civile che nei vari livelli politici e amministrativi, soprattutto in funzione dell’eredità che lasceremo alle generazioni future.

In questo contesto non ci sembra coerente  che  l’Amministrazione  di Stresa abbia aderito al Patto dei Sindaci, che impegna i comuni aderenti a raggiungere l’obiettivo europeo di riduzione del 20 %  di emissione di CO2 entro il 2020.  O, forse, l’adesione  è stata solo una operazione  di facciata per poi continuare a proporre iniziative completamente avulse dal tranquillo ecosistema lacustre anziché promuovere  un turismo ecologico a basso impatto ambientale.

 

Il Consiglio Direttivo

 

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Sta per iniziare il campo di volontariato internazionale 2013 e siete tutti invitati al

Meeting di avvio

presso la

Sala Consigliare del Comune di Baveno  

martedì 16 luglio ore 18

Alle 21 seguirà cena di benvenuto presso l’Oratorio di Oltrefiume.

 

Anche quest’anno abbiamo organizzato  un CAMPO DI VOLONTARIATO, con il contributo del Comune di Baveno, dal 15 al 29 luglio.

Nove ragazze e cinque ragazzi, provenienti da Belgio, Cina, Corea del Sud, Francia, Gran Bretagna, Russia, Serbia e Spagna saranno ospitati presso l’Oratorio di Oltrefiume, dove troveranno un alloggio e una cucina a disposizione per il vitto.

Con la collaborazione di diverse associazioni del territorio (Alpini, Associazioni giovanili, CAI, Comitati Festeggiamenti, CRI, Parrocchia di Oltrefiume, Pro Loco, Protezione Civile, CSVSS, LiberaVCO) saranno organizzati tre aspetti di pari importanza: il lavoro, la cultura e la comunità.

Lavoro: i volontari sono impegnati su più fronti: nella Riserva Naturale di Fondotoce in attività ripristino, pulizia e manutenzione; nella preparazione e conduzione di FestAmbiente Lago Maggiore, presso il Circolo ARCI di Baveno dal 19 al 21 luglio; nel ripristino del sentiero che da Roncaro porta a Loita.

Cultura: durante il soggiorno sono organizzati momenti di conoscenza della realtà del nostro territorio: il patrimonio artistico ed ambientale, i beni culturali, i prodotti, la storia e la geo-morfologia.

Sono in programma anche visite alle Isole Borromee, al Mottarone e alla Riserva Naturale di Fondotoce.

Comunità: nelle due settimane di campo, i giovani di culture e realtà differenti sperimentano la convivenza tra pari e la partecipazione alla responsabilità nel lavoro, la comunicazione fattiva tra giovani e adulti, l’implementazione di buone pratiche basate su amicizia, rispetto reciproco e approccio ecologico ai vissuti quotidiani.

L’esperienza del campo fatta nel 2011 con Legambiente Biella e Ivrea, ci ha fatto comprendere la bellezza e la significatività di un campo internazionale oltre che all’utilità legata agli interventi eseguiti. Quest’anno vogliamo riprovarci con un taglio leggermente diverso, ma sempre con la collaborazione di un gruppo composto da amministratori, esponenti delle associazioni e singoli cittadini bavenesi. La preparazione e la pianificazione del campo sono state il frutto di diversi incontri mensili che ci hanno consentito di mettere insieme la squadra e arrivare al programma dettagliato delle attività previste.

 

L’iniziativa si pone anche l’obiettivo di promozione del territorio sia da un punto di vista turistico, che da quello sociale e culturale. Crediamo che agendo in questo modo si possano trasmettere valori civili e sociali che vanno dall’educazione alle pratiche di sostenibilità ambientale a quelle di prevenzione e cura del territorio e alla sensibilizzazione della Cittadinanza attiva.

 

Progettare il campo a Baveno, anche se impegnativo, è stato facile per la disponibilità che abbiamo trovato in molte associazioni e in singole persone che ringraziamo sentitamente: ora tutti al lavoro!

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GRAZIE!

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Come ogni anno torna Piccola Grande Italia, la campagna il cui obiettivo è tutelare l’ambiente e la qualità della vita dei cittadini che vivono nei piccoli centri, valorizzando le risorse e il patrimonio d’arte e tradizioni che essi custodiscono e combattendo la rarefazione dei servizi. Affinché non esistano aree deboli, ma comunità messe in condizione di competere.

Quest’anno vogliamo puntare tutto sulla BELLEZZA!

La Bellezza è la principale caratteristica che il mondo riconosce all’Italia. Scommettere sulla Bellezza non è un vezzo, è la chiave per immaginare un futuro oltre la crisi. Lì stanno le nostre radici, la nostra identità, e da lì dobbiamo costruire il nostro sviluppo. Il paesaggio, le città, la lotta all’abusivismo e al consumo di suolo, le opere pubbliche, l’ambiente: la Bellezza deve essere la chiave di ogni politica per la crescita. Per questo Legambiente chiede, e propone, una legge che la difenda e la valorizzi. Vorremmo che la bellezza fosse in cima all’agenda politica del nuovo Parlamento, del nuovo governo e delle nuove amministrazioni. Iniziamo così un viaggio dentro questa idea di bellezza, e di futuro, per l’Italia: Italia, bellezza, futuro.

La proposta di legge la trovi qui: bellezza_proposta_di_disegno_di_legge

 

Per un piccolo saggio sulla Bellezza dei nostri luoghi alle 21 di venerdì 31 maggio abbiamo organizzato:

PGI_2013

 

 

 

 

 

 

 

 

Vi aspettiamo numerosi!

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 OPERAZIONE SCUOLE PULITE

STRESA  11- 15 Marzo 2013

Qualche giorno fa le nostre maestre ci hanno chiesto di portare a scuola flaconi con spruzzatore, spugnette, stracci e guanti.

Con la pozione, ehm…ricetta della maestra Paola abbiamo preparato un detersivo biologico, adatto ai bambini e non pericoloso per gli occhi:

Ingredienti:

  • 1 litro di acqua calda,
  • 30 grammi di sapone in polvere,
  • 10 grammi di bicarbonato di sodio
  • 20 grammi di limone spremuto.

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Finalmente venerdì 15 marzo, quando siamo arrivati a scuola, le maestre ci hanno detto: “ Oggi puliamo e decoriamo la scuola!”

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Ci siamo divisi in gruppi, formati da bambini di classe prima e seconda, non vedevamo l’ ora di cominciare a lavorare.

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Abbiamo pulito di qua e di  là, tutto ha iniziato a brillare, non c’ era più polvere in giro!

Eravamo proprio una grande squadra, di cui andare fieri.

Più o meno abbiamo fatto il lavoro dei bidelli, ci siamo divertiti e abbiamo scoperto che è bello tenere pulita e allegra la nostra scuola!

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Dopo abbiamo fatto una merenda che è stata proprio apprezzata dalla nostra pancia, dopo tutto quello spruzzare e strofinare !!

Il tocco finale è stato costruire delle ghirlande di carta velina e figure adesive colorate, per abbellire e decorare l’ atrio, il corridoio e gli altri ambienti.

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Tornati a casa molti di noi hanno dato la ricetta del detersivo alle mamme e ai papà, qualcuno lo ha riprodotto, altri hanno aiutato a pulire le loro stanze, la cucina e il bagno.

Ci siamo divertiti sia a preparare che a “fare”, speriamo di avere ancora occasioni come questa.

I genitori e i bidelli ci hanno ringraziato e noi ringraziamo tutte le maestre e i volontari di Legambiente che ci hanno aiutato.

I bambini di classe prima e seconda della Scuola Primaria di Stresa

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Cinghiali radioattivi

Posted on 9 Mar 2013 In: Dicono di noi, Eventi e attività
L’amico Gian Piero Godio, responsabile per Legambiente del settore energia  Piemonte e Valle d’Aosta, commenta la notizia dei cinghiali radioattivi della Valsesia.
Legambiente del Vercellese:
I cinghiali radioattivi della Valsesia
ci ricordano che gli effetti degli incidenti nucleari
durano purtroppo molto a lungo
Secondo Legambiente:
  • va fatta una mappatura della contaminazione radioattiva dei suoli in tutto l’arco alpino,
  • va vietata la caccia al cinghiale e alle altre specie a rischio,
  • la raccolta di funghi va limitata alle zone non contaminate.
Gli effetti dell’incidente nucleare di Chernobyl (1986) non si possono cancellare semplicemente dimenticandosi di quanto avvenuto.
La contaminazione radioattiva di Chernobyl è ricaduta anche in Italia con le piogge, a macchie di leopardo, e in particolare sull’arco alpino.
E’ ricaduto anche il Cesio 137, che si è distribuito a zone, e che permane tutt’oggi, avendo un tempo di dimezzamento radioattivo di 30 anni.
I cinghiali, i cervi, ecc, che si nutrono dei vegetali delle zone con maggiore presenza di Cesio137, sono abitualmente più contaminati di altri, ed è un fatto noto da anni, con valori abituali di centinaia di Becquerel di radioattività per ogni chilogrammo.
Ora hanno trovato la contaminazione nei cinghiali abbattuti in Valsesia perchè hanno analizzato questi:   a nostro parere ne troverebbero altrettanta anche se analizzassero quelli di altre zone dell’arco alpino.
Come misura preventiva, siccome questi animali possono spostarsi anche a notevoli distanze, non resta che proibirne la caccia in tutto l’arco alpino.
Per i funghi (che invece non si spostano!) sarebbe sufficiente fare una mappatura completa del territorio, ed escludere la raccolta nelle zone più contaminate.
Riflessione finale: possiamo ritenerci molto fortunati che i “nostri” impianti nucleari (Trino, Saluggia, ecc) che si trovano nel bel mezzo delle zone agricole più importanti, non abbiano mai avuto incidenti seri, altrimenti saremmo noi tutti ad avere in corpo la radioattività che oggi hanno i poveri cinghiali abbattuti in Valsesia e che avevano in corpo i “Bambini di Chernobyl” che Legambiente ospitava in Italia negli anni ’90 !
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Se qualcuno se lo fosse dimenticato o altri volessero farci credere che Cernobyl è passato, la Natura ce lo ricorda …

Summit con il ministero
sui cinghiali radioattivi

E’ in corso all’Istituto Zooprofilattico di Torino la videoconferenza sul caso degli animali della Valsesia contaminati da tracce di cesio. Il direttore Caramelli: “I cacciatori erano già stati avvertiti di non mangiare la carne”. Secondo l’Arpa si tratterebbe di cesio rilasciato dall’esplosione di Cernobyl nel 1986

di SARA STRIPPOLI

Summit con il ministero sui cinghiali radioattivi

E’ in corso la riunione all’Istituto Zooprofilattico di Torino sul caso dei cinghiali della Valsesia contaminati da tracce di cesio. Sulla lingua e nel diaframma sono stati trovati limiti superiori di dieci volte a quelli previsti in caso di incidente nucleare.

Nel summit di questa mattina  sono coinvolti la prefettura, l’Arpa e i carabinieri del Nucleo anti sofisticazione.  Il ministero è collegato in videoconferenza. “Dobbiamo stabilire un piano di emergenza. Il dato di ieri è confermato. La caccia adesso è chiusa ma è necessario capire al più presto come agire e quali controlli fare”, dice la direttrice  dell’ Istituto Zooprofilattico Maria Caramelli  prima di entrare in riunione.

Dalla videoconferenza emerge che i cacciatori erano già stati avvertiti dalle Asl di non mangiare la carne dei cinghiali nella zona della Valsesia.

Partirà già questa mattina un laboratorio mobile della sezione inquinamento da sostanze radioattive del nucleo che fa parte del reparto del Noe e saranno sentiti i cacciatori, per tracciare una mappa dell’ itinerario  fatto dai cinghiali. Un’ indicazione  utile per capire dove potrebbe esserci stata la contaminazione. Sulla questione interviene anche il neo deputato Pd Federico Gelli, medico: “Gli allarmi sugli alimenti si ripete con frequenza preoccupante.  E’ necessario fare subito chiarezza”.

I campioni erano stati prelevati per essere sottoposti ad una indagine sulla trichinellosi, una malattia parassitaria che colpisce prevalentemente suini e cinghiali. Ma cercando il parassita ci si è imbattuti in altro: positivi a un test di screening per la ricerca del radionuclide cesio 137. I 27 campioni con valori superiori alla soglia sono stati inviati nei centri specializzati per la ricerca della radioattività nel settore zootecnico. Il cesio 137 è un isotopo radioattivo che fu rilasciato – tra l’altro – nel 1986 dalla centrale di Chernobyl.

“I cinghiali sono degli animali sentinella delle condizioni di inquinamento dei territori in cui vivono, perchè ci forniscono delle informazioni precise sull’ambiente. Quindi, senza fare ipotesi azzardate sugli esemplari positivi al cesio 137, come quella di un retaggio di Chernobyl, una contaminazione degli animali deve richiedere approfondimenti e analisi del contesto ambientale, metereologico e idrogeologico in cui vivono” afferma Aldo Grasselli segretario nazionale del Sindacato italiano veterinari medicina pubblica.  “Ora – aggiunge – vanno analizzati gli esemplari, la loro età e morfologia, capirne la dieta e se, ad esempio, sono migrati da altre zone”.

La concentrazione del Cesio 137 nei cinghiali della Valsesia non è una contaminazione dovuta agli ex siti nucleari non lontani di Trino e Saluggia, ma verosimilmente è da attribuire all’esplosione del reattore della centrale di Chernobyl, nell’86. E’ quanto risulta dai controlli svolti dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale del Piemonte che effettuerà “uno specifico monitoraggio radiologico dell’area della Valsesia per approfondire le problematiche di contaminazione radioattiva dei cinghiali”.

Dalle indagini che l’Arpa svolge “nell’ambito delle reti di monitoraggio radiologico regionale risulta che il Cs137 è un isotopo radioattivo ancora presente in ambiente a seguito del rilascio durante l’evento di Chernobyl e che tale isotopo, pur essendo presente in tracce, può concentrarsi in alcune specie vegetali e animali, quali funghi e selvaggina”.

(07 marzo 2013)

da http://torino.repubblica.it/cronaca/2013/03/07/news/valsesia_cinghiali_radioattivi_il_ministero_attiva_nas-54076359/?ref=HREC1-12

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